Il sonno è individuale. L'atteggiamento dietro di esso è lo stesso.

Il sonno è individuale. L'atteggiamento dietro di esso è lo stesso.

Il sonno è individuale. L'atteggiamento dietro di esso è lo stesso.

Persone con carattere – e perché il sonno è decisivo per loro

La collaborazione con diversi sportivi e sportive rallegra BICO in modo particolare. Condividono i valori BICO autenticità, qualità svizzera e concretezza. Ciò che li lega altrettanto a BICO: la passione per il loro tema. Per i partner è la loro disciplina sportiva, per noi il tema del sonno. Il complemento perfetto.

«La fiducia nel mio corpo in montagna inizia con la rigenerazione a valle.» Nicolas Hojac, alpinista

«La fiducia nel mio corpo in montagna inizia con la rigenerazione a valle.»

Sonno e artigianato

Legame con i valori BICO

L'artigianato svizzero è tenuto in grande considerazione in BICO. Nicolas ha studiato ingegneria meccanica e sa apprezzare il vero artigianato. «Artigianato per me significa che ci si può affidare alla qualità quando conta. Questo in montagna è importante tanto quanto nella rigenerazione durante la notte.»

*Fotografo: Sidario Balzarini

Nicolas sul tema del sonno

Il sonno in condizioni estreme si differenzia fortemente dal sonno a casa. È spesso breve, agitato e segnato da influssi esterni. Proprio per questo il sonno nella vita quotidiana assume un significato particolare. A casa diventa l'ancora stabile che rende possibile la rigenerazione e crea nuova energia. Il sonno per Nicolas non è un prodotto del caso, bensì una parte consapevolmente curata della sua capacità di prestazione, tranquillo, affidabile e senza messa in scena. Dice: «Non si migliora grazie all'allenamento, bensì grazie al recupero successivo, e in questo il sonno gioca un ruolo centrale.»

Prospettiva personale

In quanto alpinista estremo, Nicolas Hojac si muove regolarmente in situazioni in cui concentrazione, capacità fisica e stabilità mentale decidono tra successo e fallimento. In parete o in alta montagna non c'è margine per l'incertezza. La fiducia nelle proprie capacità, nel materiale e nella preparazione non è lì un concetto astratto, bensì un presupposto concreto. «La fiducia nel mio corpo in montagna inizia con la rigenerazione a valle. Un sonno profondo è per me la forma più semplice di preparazione a una salita impegnativa.» spiega Nicolas.

«Only those who dare may fly.» Cybèle Schneider, ciclista

«Only those who dare may fly.»

Sonno e forza mentale

Il sonno non è un segno di debolezza, bensì un atto di cura di sé e di forza mentale. Questo atteggiamento coincide con la concezione di BICO: il sonno non viene considerato come lusso o ricompensa, bensì come base essenziale per la salute. Qui occorre guardare con onestà e prendere sul serio il sonno, senza pressione, senza idealizzazione, ma con responsabilità verso se stessi.

*Fotografo: Ulf Schiller

Cybèle sul tema del sonno

Per Cybèle il sonno è uno degli specchi più onesti della nostra condizione mentale. Problemi di addormentamento, rimuginare notturno o risvegli frequenti non sono per lei aspetti secondari, bensì importanti segnali d'allarme. Sonno e riposo in questo contesto non significano ritiro o debolezza, bensì consapevole cura di sé. Chi si permette di rigenerarsi rafforza la propria resilienza. La forza mentale non inizia con il resistere, bensì con la capacità di trovare riposo per tempo.

Cybèle Schneider si occupa da molti anni intensamente di salute mentale, resilienza e della questione di come le persone possano gestire a lungo termine il carico. Nel suo lavoro, ma anche grazie a esperienze personali, ha imparato che l'esaurimento mentale raramente nasce all'improvviso. Molto più spesso si annuncia silenziosamente, attraverso inquietudine interiore, sovraccarico o la sensazione di non riuscire più a staccare davvero. Proprio questi primi segnali nella vita quotidiana vengono spesso trascurati o consapevolmente ignorati.

«Doing it my way!» Livio Simonet, sciatore

«Doing it my way!»

Sonno e autenticità

Livio segue la sua strada in modo tranquillo e coerente. Non rumoroso, non messo in scena, bensì a modo suo. «Doing it my way» significa per lui non fingere e affidarsi a ciò che sente giusto. Questo si vede anche nelle piccole cose. Preferisce stare in montagna che al mare, mangia volentieri hot dog e porta il suo peluche ovunque. A ciò si aggiunge che porta sempre con sé la sua penna. Tutto questo può sembrare poco spettacolare, ma è esattamente ciò che lo contraddistingue. Autentico, concreto e chiaro in ciò che gli è importante.

Livio sul tema del sonno

Il sonno per Livio non è qualcosa di complicato. In quanto sciatore è molto in giro, vive con la valigia e deve continuamente adattarsi a nuovi luoghi. Camere d'albergo, letti estranei e la nervosità prima delle gare ne fanno parte. Proprio per questo il sonno per lui è decisivo. Deve funzionare, ovunque si trovi. La sua fiducia nel proprio sonno e nel fatto che funzioni senza complicazioni lo aiuta a trovare riposo anche in viaggio. Il sonno diventa così un'ancora affidabile, indipendentemente dal luogo.

Per Livio il recupero è una parte centrale della sua prestazione. Chi si allena ogni giorno e dà tutto ha bisogno di un equilibrio. Serenità e capacità di carico sono qualità che lo caratterizzano come atleta e come persona. Ma il recupero per lui non significa perfezione, bensì semplicità. Arrivare, staccare e concentrarsi su ciò che gli fa bene. Che sia a casa o in viaggio, decisivo è che trovi riposo e possa fare il pieno di nuova energia. Perché è proprio questo a fare la differenza per il giorno successivo.

«Train hard. Race harder. Recover the hardest.» Jana Glaus, mountain biker e ciclocrossista

«Train hard. Race harder. Recover the hardest.»

Sonno e terra d'origine

Jana viene da Schänis, proprio come BICO. Questa origine comune è più di una coincidenza geografica. Rappresenta un atteggiamento comune: concreto, radicato e vicino a ciò che conta davvero. Per Jana è la convinzione che la prestazione non nasca solo nell'allenamento, bensì nel recupero successivo. E questo inizia a casa, nel proprio letto, su terreno familiare.

Jana sul tema del sonno

Fino a 23 ore di allenamento a settimana. Intervalli, tecnica, forza, gare. E dopo? Recupero. Per Jana una buona giornata di allenamento finisce con uno spuntino a letto e un successivo sonno ristoratore. I muscoli si rigenerano, l'energia si ricarica e si riconquista la concentrazione. Questo non avviene nell'allenamento, bensì durante la notte. Jana lo sa: chi vuole stare a lungo ai vertici deve recuperare con la stessa coerenza con cui si allena.

Le montagne sono il suo luogo del benessere, i sentieri di casa attorno a Schänis il suo terreno preferito. Jana dice di sé di essere una maniaca dell'ordine. Inoltre ama i gatti e il cioccolato. È una che durante l'allenamento conta davvero quanti gatti vede lungo il percorso. Questa attenzione al dettaglio, il radicamento nel familiare e lo sguardo chiaro sull'essenziale: è questo a contraddistinguerla come atleta e come persona.